Pages Menu
TwitterRssFacebook
Categories Menu
La solitudine dei grandi vecchi

La solitudine dei grandi vecchi

Quando le persone diventano molto anziane, soffrono spesso di un senso di solitudine e di smarrimento che chi sta loro intorno per lo più non comprende.

Anche un anziano fortunato- che viva con serenità, con una salute che “tiene”, circondato da figli e nipoti che lo amano- da un certo punto in poi comincia a sentire qualcosa che chi gli sta intorno, anche se affettuoso e attento, non comprende del tutto, perché si tratta di una esperienza esistenziale particolare, vissuta inoltre di solito silenziosamente.

Il fatto è che una persona molto longeva diventa quasi “unica”: un “esemplare unico” verrebbe da dire, una testimonianza del passato estrapolata dal suo contesto e dalla sua epoca.

Quando molti, molti anni sono passati dal tempo della gioventù e della maturità, quando quella benedetta terza età mostra di durare più di quelle due età precedenti, intorno muoiono gli amici, i conoscenti di lunga data, i coetanei soprattutto, e anche qualcuno più giovane di loro.

Intanto il mondo intorno si è trasformato completamente, non esiste più l’ambiente in cui si sono formati da giovani e quello in cui hanno agito da adulti; dall’ingresso nella “terza età sono ormai cambiati molto velocemente il panorama, i modi, gli strumenti della vita quotidiana, le coordinate che servono per muoversi nel mondo e affrontarlo.

Questo accade massimamente con l’attuale accelerazione dello sviluppo tecnologico, ma è sempre successo: per i vecchi “vivaci” -termine che nell’accezione latina significa “duri a morire”- i ricordi di vita trovano nella realtà quotidiana solo qualche traccia in cui possono riconoscersi; i grandi vecchi si accorgono che, come se fossero stati trasportati su un altro pianeta, vivono in un mondo a cui non appartengono più, dove non c’è quasi più nessuno con cui condividere i ricordi, le esperienze comuni, un mondo in cui è sempre più difficile trovare chi comprenda i riferimenti culturali con cui loro hanno vissuto.

Di solito non ne parlano, a volte dicono solo che sono stanchi di vivere, e questa è vera e assoluta, insormontabile solitudine.